E un corpo organico di disposizioni di diritto civile. Se si eccettuano le leggi civili romane, che costituirono le primi collezioni di diritto d'Europa ed arrivarono ad influenzare pure quelli dei primi dell'Ottocento, la codificazione del diritto civile moderno in Italia è stata influenzata in modo decisivo dalla codificazione francese. Negli anni del dominio napoleonico in Italia fu vigente un codice civile che era la traduzione italiana del code Napoléon; successivamente, dopo la caduta dell'impero e la restaurazione, quasi tutti gli stati italiani emanarono codici civili, in gran parte modellati sull'esempio del Code Napoléon.
Il Code Napoléon - costituisce in effetti la base del Codice civile italiano del 1865: anzi, vi fu una parte della dottrina dell'epoca che era favorevole al recepimento in via diretta del Code Napolèon come Codice Civile italiano Il primo codice civile italiano unitario fu elaborato negli anni successivi all'unità d'Italia, ed entrò in vigore nel 1865. Anche questo conteneva una normativa in grandissima parte simile al code Napoléon; e aveva la stessa struttura del modello al quale si ispirava: era diviso in tre libri, intitolati il primo "Delle persone", il secondo "Dei beni, della proprietà e delle sue modificazioni", il terzo "Dei modi di acquistare e di trasmettere la proprietà e gli altri diritti sulle cose".
Il Codice di commercio per la Colonia Eritrea - fu elaborata anche una variante del Codice Pisanelli, poi varata per le colonie d'Africa da Vittorio Scialoja, con Regio decreto 28 giugno 1909, che approva il testo del codice di commercio per la colonia Eritrea.